
Cena

Repubblica Democratica del Congo


Il progetto Ho.Bo.Sam nella R.D. del Congo è stato avviato dal Vescovo di Kabinda, Monsignor Valentin Masengo, con la sua lettera pastorale “Mens sana in corpore sano” del 2003. L’iniziativa mirava a colmare le lacune sanitarie causate da decisioni governative, migliorando la salute della popolazione locale.
Il villaggio di Munyenge è stato scelto per la costruzione dell’ospedale perché facilmente raggiungibile da diversi villaggi.
Don Anacleto e Don Jean Bosco hanno coordinato il progetto in Italia, operando nelle parrocchie di San Siro di Struppa e Assunta di Sestri Ponente a Genova.
L’Associazione Bandeko Onlus di S.Siro di Stuppa, insieme alla Parrocchia N.S. Assunta di Sestri Ponente e alla Parrocchia S. Antonio Abate di Mele, ha sostenuto la costruzione dell’ospedale e ne supporta tuttora il funzionamento grazie all’impegno di numerose persone.
Il progetto Ho.Bo.Sam. è stato avviato concretamente nel 2006 e, entro il 2010, la comunità locale ha costruito il corpo principale e i quattro padiglioni che formano l’ospedale.
Dal 2010 i volontari hanno inviato 9 container per migliorare la struttura. Nel 2011 è stato installato l’impianto elettrico con 2 generatori. Nel 2012 è stata portata l’acqua corrente, prelevata da una fonte a 500 metri.
Nel 2013 e 2014 sono state realizzate le finiture, la coloritura e la sistemazione degli infissi nel corpo centrale e nei padiglioni
Nel 2015 l’ospedale è stato dotato di apparecchiature mediche e inaugurato come “Ho.Bo.Sam Augusta” dal Vescovo di Kabinda Valentin Masengo; ha iniziato l’attività a novembre.
Nel 2016 è stato installato un impianto fotovoltaico da 18 KW per eliminare i costi del carburante dei generatori.
Nel 2019 la popolazione ha realizzato il cordolo della piattaforma per la Maison Don Berto e, a settembre, volontari genovesi hanno montato il capannone donato dalla GHT, destinato a diventare la Maison Don Berto.
Negli anni 2020 e 2021 a causa della pandemia Covid 19 non è stato possibile recarci in Congo ma il lavoro non si fermato, è continuato a Genova riuscendo ad inviare due container:
Per questo motivo organizziamo eventi ed attività finalizzate alla raccolta di fondi per ridare l’elettricità all’ospedale che non può funzionare senza energia elettrica. Manca l’acqua potabile perchè la pompa elettrica non funziona, manca le luci e tutti i macchinari elettrici non sono funzionanti.
E’ importante ed urgente ridare l’energia elettrica all’ospedale per renderlo di nuovo efficiente. Grazie per il tuo aiuto

Per qualsiasi contributo che si vuole donare a La Termitiere si può utilizzare l’Associazione Bandeko Onlus che fornisce regolare ricevuta ai fini della detrazione fiscale.
E’ possibile contribuire:
Per qualsiasi informazione potete contattare l’Associazione Bandeko all’indirizzo mail: bandeko@onlusbandeko.org

INFORMAZIONI GENERALI
Titolo del progetto: RIFORESTAZIONE
Zona d’intervento: KABINDA, R. D. CONGO
Settore interessato: L’AMBIENTE
Il nostro progetto persegue un obiettivo in quattro punti :
MOTIVAZIONE DEL PROGETTO
La protezione dell’ambiente è un dovere sacro che oggi ricade sull’umanità intera, di fronte alla minaccia del riscaldamento globale e delle sue conseguenze. La città di Kabinda e i suoi dintorni, corrono oggi un concreto pericolo dovuto all’abbattimento degli alberi per la produzione di carbone e di legna da ardere, e dovuto alla conseguente erosione dei terreni.
Solo a Kabinda, i quartieri di Kamukungu, Bandaka, Bunduki, Congo, Shidika sono minacciati per almeno venticinque terribili erosioni e di principi di erosione. Ci sono già famiglie che hanno perduto la loro abitazione e persino la circolazione si è fatta difficoltosa tra questi quartieri, che sono di fatto diventati dei comuni nella nuova suddivisione territoriale.
La città di Kabinda e dintorni, fa fronte ad una scarsità di energia elettrica, che è del tutto inesistente. La popolazione sfrutta quindi la legna per la cuccina. Tuttavia le foreste, che costituivano sia la principale fonte di carbone, che il terreno più sfruttato per la produzione dei prodotti alimentari grazie alla loro fertilità, sono oggi in via di esaurimento per lo sfruttamento dei carbonai che abbattono quegli alberi che erano il paravento naturale per la protezione della città. In questo modo la catastrofe erosiva non si farà attendere…
Come detto sopra, la nuova suddivisione territoriale ha fatto della città di Kabinda, una volta distretto della provincia del Kasai orientale, il capoluogo della nuova provincia di Lomami. L’installazione di nuove istituzioni e il cambiamento di status della città ha attirato un certo numero di persone, fino a rendere visibile più del treplice l’aumento della popolazione. In conseguenza, vi è un aumento dei consumi da tutti i punti di vista, ed in particolare della legna da cuccina e del carbone. Ciò comporta ovviamente l’aumento del prezzo del carbone e dunque un abbattimento indiscriminato degli alberi.
Si nota inoltre che l’abbattimento degli alberi favorisce altresì la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Molte specie di piccoli animali non sentendosi più al sicuro per mancanza di nascondigli, sono in fuga continua. Spariscono molti tipi di bruchi, e dunque di farfale, a causa della scomparsa degli alberi, che ne favoriscono la riproduzione e la sopravvivenza. Alcune piante basse, definite da ombreggiamento o del sottobosco, sono del tutto scomparse.
E’ inutile sottolineare che , tanto quanto gli alberi attingono dal suolo il loro nutrimento, o meglio i sali minerali, altrettanto restituiscono, attraverso l fogliame, fertilità e ricchezza più di qualsiasi altro essere vivente. Quindi, là dove vi è carenza di alberi, il suolo si impoverisce anche a causa della mancanza di tale restituzione.
In tutto questo l’uomo paga il costo più duro e più caro. Quindi bisogna salvarlo, ricreando e proteggendo la natura attraverso la riforestazione su grande scala, circondandolo di questo indispensabile amico, il solo che sta come lui eretto, vero guardiano della sua vita, che è l’albero. Questa è la simbiosi che vogliamo creare, coltivare e mantenere con la realizzazione di questo progetto.
Selezioneremo piante, quali l’acacia auriculiformis, l’eucalyptus camaldulensis per la loro crescita rapida e per le loro qualità. Vi aggiungeremo diversi alberi da frutti (mango, avvocado, arancia, papaia, ananas…,per garantire e migliorare ad un tempo l’alimentazione della popolazione in aumento demografico.
La realizzazione di questo progetto ci farebbe conseguire i seguenti risultati :
La preparazione del terreno sarà attuata in più tappe: la rimozione e il recupero dei ceppi, l’aratura e l’erpicatura, la messa a dimora, ecc. La rimozione e il recupero dei ceppi saranno fatti con strumenti quali zappe, asce, machete e se possibile motoseghe.
Il terreno sarà suddiviso in appezzamenti di 400x100m ciascuno, in tutto 4 ettari/l’anno. Questo permetterà di concentrare il lavoro su un’estensione dei primi quattro ettari e di gestire tutte le variabili prima di passare al resto. La valutazione del lavoro di questa prima parte, ci permetterà di correggere gli errori e di evitarli nella fase seguente.
Per coprire la nostra superficie di quattro ettari, sarà necessario preparare un vivaio di 1089, o 825 o ancora 625 piantine per ettaro, in ragione rispettivamente di una distanza di 3x3m o 3x4m, o 4x4m. La nostra preferenza sarebbe di 625 piantine per ettaro.
L’impianto delle piantine verrà fatto durante il periodo delle piogge, tra la fine di ottobre e la fine di febbraio. La selezione delle piantine da mettere a dimora dovrà essere rigorosa, sia per l’età (da 30 a 35 cm di altezza), che per il portamento (eliminando tutte le piantine che presentano deficit). La messa a dimora verrà fatta manualmente e severamente controllata per il miglior ripristino della terra, onde evitare che la fretta conduca alla perdita di piantine già selezionate. Da qui l’importanza di mano d’opera selezionata tra gli studenti. Il trasporto delle piantine dal vivaio al terreno da rimboschire sarà effettuato con camion, allestiti a tale scopo (scaffali), così da ridurre i viaggi e i costi.
La mano d’opera è fondamentale per la riuscita del nostro progetto. Il personale se ben motivato, si impegna maggiormente, è consapevole e si applica per produrre un buon lavoro. Sarà suddiviso in tre categorie:
E’ necessario anche costituire un gruppo di 4 riserve, per non risentire di una riduzione per assenze o impedimenti di uno o due operai.
Quindi la mano d’opera permanente sarà costituita da 2+10 persone.
La sorveglianza e la manutenzione sono i due aspetti relativi alla volontà e all’organizzazione del fattore umano per la riuscita di un progetto di riforestazione. Questo lavoro richiede un’attenzione e un rigore a tutti i livelli. Non servirebbe a niente affrettarsi per arrivare a completare tutto il terreno, se non si è certe che ciò che si è fatto fino a quel momento ha avuto una buona riuscita. Ogni mattino, gli ingegneri devono controllare tutte le piantine e rendersi conto del loro stato: buono o cattivo (quindi da rimpiazzare immediatamente) la posizione (verticale o piegata) e il suolo alla base (compatto o spaccato e collassato)
DURATA DEL PROGETTO
La realizzazione del progetto si estenderà su una durata di quattro anni, a partire dal primo giorni della preparazione del terreno.E valuteremmo prima di ricondurlo.
VALORIZZAZIONE E DIFFUSIONE DEI RESULTATI
I risultati di questo progetto saranno valorizzati ed diffusi a livello locale attraverso riunione, conferenze, rapporti che saranno diffusi via radio, sui canali televisivi e via internet sul nostro sito. La nostra Associazione si impegna a fornire rapporti sullo stato di avanzamento dei lavori, sia in principio che lungo la prosecuzione del progetto, ai sostenitori, senza dimenticare, ove questo sia possibile, la loro pubblicazione su un giornale di nostra scelta.
ARTICOLAZIONE E COERENZA CON LE PRIORITA’ NAZIONALI
Il presente progetto è in articolazione e coerente con le priorità nazionali. Infatti anche la R.D. del Congo è impegnata, come tutti gli altri paesi del mondo, nella protezione dell’ambiente,nella lotta contro il riscaldamento globale e contro la desertificazione.
NEWS GIOVENTU’

Siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni ai problemi che attanagliano i congolesi. Vogliamo far tornare alla terra le persone evitando che vadano a lavorare in miniera. Questa è anche la scelta lanciata dal Presidente della Repubblica Democratica del Congo che condividiamo. Tra i nove studenti universitari di cui ci occupiamo, sei hanno scelto Agronomia, mentre due Medicina e uno Scienza dell’Educazione. Stiamo valutando di orientare il gruppo dei sei, ad una formazione a coppie in zootecnica, botanica e veterinaria. Questo ci permetterebbe di rispondere ai nostri bisogni nel’agricoltura, nell’allevamento, nella piscicoltura e nell’ambiente.
NEWS AMBIENTE

All’interno del programma ambientale a Kabinda, abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione per gli studenti della facoltà di agronomia. Ci siamo rivolti prima di tutto a quelli che sono più in difficoltà per il pagamento delle tasse universitarie, invitandoli a dare l’avvio a dei vivai di alberi da ombra o da frutto, in ragione di 5 $ per ogni piantina di altezza tra i 30 e i 50 cm. Gli stessi, dovranno occuparsi della preparazione del terreno, dell’impianto delle piantine e della sorveglianza nell’accrescimento, ricevendo così 50 $ al mese ciascuno. Il diserbo sarà invece un lavoro fatto dagli uomini, dalle donne e dai giovani disoccupati. Ci impegniamo per la giustizia sociale.
NEWS SALUTE

Il progetto di nutrizione per bambini malnutriti prosegue. Registriamo molti casi nei villaggi intorno a Munyengie. Secondo il Dottor Alex, direttore sanitario di HO.BO.SAM. Augusta, la situazione si è aggravata per l’interferenza data dalle piogge ed anche per la migrazione dei genitori verso le campagne dal periodo della zappatura o aratura dei campi fino alla semina. I genitori portano con sé i bambini in campagna dove le condizioni di vita sono allarmanti: mancanza di acqua, alloggi di fortuna, intemperie, regime alimentare precario. E’ necessario un intervento di recupero nutrizionale d’urgenza per più di 200 bambini colpiti da malnutrizione severa e per altri, che potrebbero aggravarsi, se non si interviene con urgenza.
Piantagione di manioca
Dal 2013 abbiamo una piantagione di manioca in un campo di 2 ettari presso Kamanyi a circa 19 Km da Kabinda. Il raccolto di manioca assicura da mangiare ai ragazzi della Casa Doria.
Abbiamo iniziato l’allevamento con maiali di razza a bassa resistenza alle malattie. Grazie ad incroci siamo riusciti ad ottenere maiali di razza ad alta resistenza alle malattie. Creare questa nuova generazione di maiali ci ha rallentato ma ora può assicurare il cibo ai ragazzi della casa Doria e sostenere diverse famiglie locali a cui offriremo loro a basso costo una coppia di maiali in modo che possano avviare un loro allevamento . Adesso dobbiamo adoperarci per una rapida crescita del numero di maiali di razza migliorata.
Tu puoi AUTARCI con una donazioni di 100 € per offrire una coppia di maiali, un maschio ed una femmina, ad una famiglia di Kabinda che vuole avviare un proprio allevamento.