Ambiente

L’ambiente è un insieme complesso che interessa una combinazione di elementi naturali, vale a dire i campi di forza fisico-chimiche, biologiche e socio-economiche che compongono il contesto di vita di un individuo, di una comunità o di un popolo. Parlare di ambiente significa perciò parlare di contesto geografico (Élisée Reclus e Albert Demageon).

Così come ogni famiglia e ogni individuo nel mondo lottano per avere una casa, una capanna, o più semplicemente una qualsiasi dimora, l’ambiente naturale resta la casa comune del genere umano senza distinzione di razza, cultura, popolo o nazione. Tale ambiente ci ha tutti accolti e ha offerto a ciascuno le condizioni per vivere e svilupparsi. Tuttavia, l’ambiente di oggi non è più lo stesso del passato. Per questo motivo la questione ambientale preoccupa l’umanità ormai da decenni. A questa preoccupazione vitale dell’umanità intera, La Termitère di Kabinda non può e non vuole sottrarsi. Intende quindi contribuire in modo efficace, entro i limiti dei propri mezzi e della situazione geopolitica. Infatti non è più ormai un segreto come la geografia tenda a parlare prevalentemente di ambienti (al plurale), insistendo in questo modo sulla loro diversità, onde evitare di ridurre la natura ai termini essenziali e ricordando quindi la necessità di un approccio multi scalare. Questo equivale a dire, in parole povere, che l’ambiente nella sua dimensione locale, non è lo stesso che nella dimensione nazionale ed ancor meno su scala mondiale.

L’ambiente di Kabinda e delle aree circostanti è costituito da piccole foreste che costeggiano generalmente i corsi d’acqua, da boschetti e da savane erbose e boscose, che ogni anno vengono messe alla prova dagli incendi causati da fuochi accesi in modo irresponsabile ed incontrollato; da corsi d’acqua e fiumi, da colline e valli e da poche basse montagne, da paludi e stagni naturali. Questo paesaggio ha la forma di una catena  fatta ad U normale e rovesciata o a forma di V che nella maggior parte dei casi genera punti di erosione che si approfondiscono proprio nel pieno della città di Kabinda; esse hanno già travolto centinaia di case della popolazione impotente, da lungo tempo abbandonata alla propria triste sorte. Inutile ricordare anche che in questa regione, come tutta la Repubblica Popolare del Congo, la stagione delle piogge ha una durata di circa nove mesi l’anno. Questa, che è una benedizione, si trasforma talvolta in una disgrazia a causa di un ambiente non è gestito da alcuna norma. Come si può constatare, questo modo di amministrare l’ambiente ha sovvertito tutto l’ecosistema e distrutto gravemente la biodiversità che dell’ambiente è la caratteristica fondamentale.

Inoltre le acque piovane, che non vengono né canalizzate né orientate, spianano passaggi con conseguenze indesiderate: non essendoci urbanizzazione, le acque ristagnano e si possono osservare parti della città trasformarsi in un insieme di pozze d’acqua, vivai per la riproduzione delle zanzare, che sono il vettore della malaria e di altre malattie microbiche e infettive. Di fronte a questo ambiente distrutto, malsano e pericoloso per i poveri abitanti, responsabili essi stessi di peggiorare questa situazione con la costruzione di edifici abusivi, i nostri comici parlano ironicamente di “regione dei grandi laghi”.

La politica ambientale della Termitière di Kabinda pur ispirandosi alle più grandi decisioni del mondo come…, cerca di rispondere alla problematica ambientale in modo concreto, coerentemente alla propria posizione geografica e senza banali azioni di copia-incolla, in particolare attraverso la sensibilizzazione contro gli incendi, le costruzioni abusive, la commercializzazione di prodotti in plastica non riciclabile; la lotta contro l’erosione, attraverso l’impianto di alberi ed arbusti in grado di contrastare l’erosione stessa, e contro la deforestazione, promuovendo l’agricoltura all’interno della savana; la creazione di piccoli boschi o foreste artificiali, grandi vivai di alberi e piante, studi fitotecnici per la creazione di boschi e foreste artificiali che ci permettano di ripristinare la biodiversità.

Riguardo alla gestione dell’ambiente urbano, la Termitière di Kabinda mira a sensibilizzare la popolazione sulla gestione dei rifiuti biologici, riciclabili facilmente come complemento nell’alimentazione degli animali da cortile o come concime da orto. Per far questo sono necessari bidoni in plastica per raccogliere tali rifiuti in attesa di essere trasformati. Questo conduce anche a mantenere un livello di vigilanza sui piccoli corsi d’acqua che attraversano Kabinda e la sua periferia, a curarne con continuità la pulizia per non trasformarli in un ricettacolo inquinato di rifiuti di ogni genere.

Per raggiungere questo obiettivo, la nostra politica sarà quella di mettere all’opera  gli studenti della facoltà di agronomia dell’Università Notre Dame di Lomami, con sede a Kabinda, che possono sensibilizzare la popolazione, costruire ciò che necessita di risorse economiche e attraverso questo, condurli all’emulazione durante la loro formazione e coinvolgerli in questa nobile causa, la cui urgenza e necessità non bisogno di essere dimostrate.

HABITAT ECOLOGICO

La povertà dovuta alla crisi economica, procede di pari passo con la tendenza a riprodurre un habitat precario, non solo nei villaggi, ma ancor più gravemente nei entri urbani: case in tronchi e in paglia, in mattoni crudi ed in paglia, qualche lamiera di fortuna attaccata ad assi altrettanto di fortuna. sia nei centri urbani che nelle città, ci si può spesso imbattere in piccole abitazioni costruite abusivamente, che spesso ospitano un numero di persone superiore a ciò che sarebbe accettabile (alloggi sovrappopolati) e che nella maggior parte dei casi sono mal costruite. E poi che dire dei villaggi isolati? Assistiamo ad una “capannizzazione” come potrebbe avvenire nei luoghi transitori di pesca o negli orti. Insomma un habitat che non è in grado di rispondere ai bisogni vitali dei propri abitanti (acqua, aereazione, superficie abitabile, servizi igienici, servizi cantonieri, ombreggiamento, ecc.). Questo sovrappopolamento in un contesto di mancata urbanizzazione, si trasforma facilmente in inquinamento, con la primaria conseguenza della diffusione di malattie infettive e microbiche, diventando quindi sfavorevole allo sviluppo e all’interazione delle comunità.

Siamo coscienti che non tutti hanno la stessa possibilità di accesso alle risorse per avvalersi del basilare diritto ad una abitazione dignitosa: è un’evidenza ma non può essere una scusante. Il prezzo dei materiali da costruzione, facendo riferimento al cemento, al ferro, alla calce, alla pittura ed a tutta una lunga lista di prodotti chimici che sono necessari per la costruzione di edifici durevoli, sono accessibili solamente per una piccola minoranza.

Purtroppo, fingiamo di dimenticarcene e ci dormiamo sopra. Per questo, vogliamo promuovere l’accesso di tutti alle materie prime naturali senza rischio chimico sull’ecologia, quali l’argilla rossa, la sabbia, la calce naturale acquatica o di savana. Qual è l’uomo che non vi ha accesso? Questi materiali sono alla portata di ogni uomo semplice e possono sicuramente migliorare l’habitat di Kabinda.

La Termitière di Kabinda, ispirandosi all’esperienza di altre regioni dell’Africa, crede e vuole migliorare le condizioni di vita e mettere in comune il proprio apporto per promuovere costruzioni ecologiche, a costo ridotto e accessibile alla maggioranza delle persone. Si tratta di divulgare la buona pratica dell’utilizzo delle materie prime naturali sopra menzionate, per costruire edifici senza componenti chimici, evitando gli inconvenienti sanitari e i costi economici che portano con sé. Stiamo dicendo che il nostro habitat ecologico sarà costituito da abitazioni in mattoni e terra pressata (BTS) senza l’uso di cemento o con solo il 10% per coloro che possono acquistarlo; oppure in mattoni di terra cotti (BTC) costruiti con presse ad alta precisione, meccaniche o a motore. Senza dubbio avremo una grande domanda di presse a motore, per poter soddisfare la richiesta necessaria ad espandere un habitat conforme a standard accettabili e dignitosi.

Ciò richiede studio, formazione, sensibilizzazione e divulgazione ma soprattutto la collaborazione dei servizi pubblici per la regolarizzazione urbanistica dei siti d’intervento attuati da la Termitière di Kabinda. Qui va detto, che tali servizi pubblici determineranno, a seconda dell’entità dell’appezzamento di terreno, quali tipologie di alberi e piante potranno far parte di quel determinato ambiente domestico. Ciò creerà un habitat ecologico e, ad un certo grado, potrà garantire la biodiversità.