Progetto riforestazione

NFORMAZIONI GENERALI

Zona d’intervento: KABINDA, R. D. CONGO

Settore interessato: L’AMBIENTE

  • OBIETTIVI

Il nostro progetto persegue un obiettivo in quattro punti :

  • Contribuire alla lotta contro il riscaldamento climatico che minaccia l’umanità e contro le erosioni che stanno deturpando l’ambiente di Kabinda e delle zone circostanti, attraverso la messa a dimora di alberi in tutti i punti più caldi;
  • Creare una prima grande foresta artificiale con il contributo della mano d’opera studentesca degli iscritti alla facoltà di Agronomia di Kabinda per un vivaio di almeno 2000 alberi l’anno, al fine di regolare il microclima e sviluppare la biodiversità sia vegetale che animale;
  • Sensibilizzare la popolazione, attraverso incontri, conferenze e eventi trasmessi nelle radio locali, ad impegnarsi nella cultura del rispetto dell’ambiente, attraverso la messa a dimora degli alberi negli appezzamenti e nei campi;
  • Sostenere colore che vogliano impegnarsi, con strumenti di lavoro, piantine di acacia e di eucalipto e con un’assistenza tecnica che possa aiutarli a coltivare con successo gli alberi piantati.

                       MOTIVAZIONE DEL PROGETTO

La protezione dell’ambiente è un dovere sacro che oggi ricade sull’umanità intera, di fronte alla minaccia del riscaldamento globale e delle sue conseguenze. La città di Kabinda e i suoi dintorni, corrono oggi un concreto pericolo dovuto all’abbattimento degli alberi per la produzione di carbone e di legna da ardere, e dovuto alla conseguente erosione dei terreni.

Solo a Kabinda, i quartieri di Kamukungu, Bandaka, Bunduki, Congo, Shidika sono minacciati per almeno venticinque  terribili erosioni e di principi di erosione. Ci sono già famiglie che hanno perduto la loro abitazione e persino la circolazione si è fatta difficoltosa tra questi quartieri, che sono di fatto diventati dei comuni nella nuova suddivisione territoriale.

La città di Kabinda e dintorni, fa fronte ad una scarsità di energia elettrica, che è del tutto inesistente. La popolazione sfrutta quindi la legna per la cuccina. Tuttavia le foreste, che costituivano sia la principale fonte di carbone, che il terreno più sfruttato per la produzione dei prodotti alimentari grazie alla loro fertilità, sono oggi in via di esaurimento per lo sfruttamento dei carbonai che abbattono quegli alberi che erano il paravento naturale per la protezione della città. In questo modo la catastrofe erosiva non si farà attendere…

Come detto sopra, la nuova suddivisione territoriale ha fatto della città di Kabinda, una volta distretto della provincia del Kasai orientale, il capoluogo della nuova provincia di Lomami. L’installazione di nuove istituzioni e il cambiamento di status della città ha attirato un certo numero di persone, fino a rendere visibile più del treplice l’aumento della popolazione. In conseguenza, vi è un aumento dei consumi da tutti i punti di vista, ed in particolare della legna da cuccina e del carbone. Ciò comporta ovviamente l’aumento del prezzo del carbone e dunque un abbattimento indiscriminato degli alberi.

Si nota inoltre che l’abbattimento degli alberi favorisce altresì la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Molte specie di piccoli animali non sentendosi più al sicuro per mancanza di nascondigli, sono in fuga continua. Spariscono molti tipi di bruchi, e dunque di farfale, a causa della scomparsa degli alberi, che ne favoriscono la riproduzione e  la sopravvivenza. Alcune piante basse, definite da ombreggiamento o del sottobosco, sono del tutto scomparse.

E’ inutile sottolineare che , tanto quanto gli alberi attingono dal suolo il loro nutrimento, o meglio i sali minerali, altrettanto restituiscono, attraverso l fogliame, fertilità e ricchezza più di qualsiasi altro essere vivente. Quindi, là dove vi è carenza di alberi, il suolo si impoverisce anche a causa della  mancanza di tale restituzione.

In tutto questo l’uomo paga il costo più duro e più caro. Quindi bisogna salvarlo, ricreando e proteggendo la natura attraverso la riforestazione su grande scala, circondandolo di questo indispensabile amico, il solo che sta come lui eretto, vero guardiano della sua vita, che è l’albero. Questa è la simbiosi che vogliamo creare, coltivare e mantenere con la realizzazione di questo progetto.

Selezioneremo piante, quali l’acacia auriculiformis, l’eucalyptus camaldulensis per la loro crescita rapida e per le loro qualità. Vi aggiungeremo diversi alberi da frutti (mango, avvocado, arancia, papaia, ananas…,per garantire e migliorare ad un tempo l’alimentazione della popolazione in aumento demografico.

  • RISULTATI ATTESI

La realizzazione di questo progetto ci farebbe conseguire i seguenti risultati :

  • La protezione dell’ecosistema indevastato e dell’habitat naturale;
  • La riduzione della povertà, grazie all’aumento del reddito o del potere di acquisto delle famiglie e degli studenti, attraverso l’introduzione della mano d’opera. Dietro ad un albero donato e piantato, c’è la sopravvivenza di una famiglia e la presa in carico autonoma di uno studente;
  • L’arricchimento del suolo attraverso le elevate concentrazioni di azoto e di altri elementi minerali che favoriscono la crescita e lo sviluppo delle colture alimentari e la riduzione del grado di acidità e dei movimenti di sabbia. Le foglie degli alberi potranno servire da fertilizzante naturale per gli orti, per la produzioni di piante orticole come amaranto, cipolle, melanzane, pomodori, cetrioli, ecc.
  • La regolazione del microclima ambientale, attraverso l’ossigenazione;
  • Il ripristino della biodiversità attraverso il ritorno delle specie animali in fuga a causa dell’abbattimento degli alberi, della caccia e degli incendi boschivi e delle savane;
  • Lo sviluppo dei micro organismi indispensabili per lo sviluppo armonioso sia delle specie vegetali che di quelle animali;
  • TAPPE E STRATEGIE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
  • Preparazione del terreno

La preparazione del terreno sarà attuata in più tappe: la rimozione e il recupero dei ceppi, l’aratura e l’erpicatura, la messa a dimora, ecc. La rimozione e il recupero dei ceppi saranno fatti con strumenti quali zappe, asce, machete e se possibile motoseghe.

Il terreno sarà suddiviso in appezzamenti di 400x100m ciascuno, in tutto 4 ettari/l’anno. Questo permetterà di concentrare il lavoro su un’estensione dei primi quattro ettari e di gestire tutte le variabili prima di passare al resto. La valutazione del lavoro di questa prima parte, ci permetterà di correggere gli errori e di evitarli nella fase seguente.

  • Vivaio

Per coprire la nostra superficie di quattro ettari, sarà necessario preparare un vivaio di 1089, o 825 o ancora 625 piantine per ettaro, in ragione rispettivamente di una distanza di 3x3m o 3x4m, o 4x4m. La nostra preferenza sarebbe di 625 piantine per ettaro.

  • Messa a dimora delle piante

L’impianto delle piantine verrà fatto durante il periodo delle piogge, tra la fine di ottobre e la fine di febbraio. La selezione delle piantine da mettere a dimora dovrà essere rigorosa, sia per l’età (da 30 a 35 cm di altezza), che per il portamento (eliminando tutte le piantine che presentano deficit). La messa a dimora verrà fatta manualmente e severamente controllata per il miglior ripristino della terra, onde evitare  che la fretta conduca alla perdita di piantine già selezionate. Da qui l’importanza di mano d’opera selezionata tra gli studenti. Il trasporto delle piantine dal vivaio al terreno da rimboschire sarà effettuato con camion, allestiti a tale scopo (scaffali), così da ridurre i viaggi e i costi.

  • Mano d’opera

La mano d’opera è fondamentale per la riuscita del nostro progetto. Il personale se ben motivato, si impegna maggiormente, è consapevole e si applica per produrre un buon lavoro. Sarà suddiviso in tre categorie:

  • Il personale tecnico: 2 ingegneri dell’Univerità di Lomami, facoltà di agronomia, dovranno supervisionare una superficie di 2 ettari ciascuno, superficie che aumenterà man mano che l’opera di riforestazione si intensificherà.
  • Un gruppo permanente di 10 studenti in agronomia per le fasi a, b, c.
  • Gli operai assunti a giornata, reclutati nei villaggi circostanti per un periodo e per un lavoro ben preciso, intensivo e limitato nel tempo, quale per esempio la rimozione e la raccolta dei ceppi, la sarchiatura, la manutenzione delle fasce taglia fuoco, ecc., in ragione di 2 persone per ettaro.

E’ necessario anche costituire un gruppo di 4 riserve, per non risentire di una riduzione per assenze o impedimenti di uno o due operai.

Quindi la mano d’opera permanente sarà costituita da 2+10 persone.

  • Sorveglianza e manutenzione

La sorveglianza e la manutenzione sono i due aspetti relativi alla volontà e all’organizzazione del fattore umano per la riuscita di un progetto di riforestazione. Questo lavoro richiede un’attenzione e un rigore a tutti i livelli.  Non servirebbe a niente affrettarsi per arrivare a completare tutto il terreno, se non si è certe che ciò che si è fatto fino a quel momento ha avuto una buona riuscita. Ogni mattino, gli ingegneri devono controllare tutte le piantine e rendersi conto del loro stato: buono o cattivo (quindi da rimpiazzare immediatamente) la posizione (verticale o piegata) e il suolo alla base (compatto o spaccato e collassato)

DURATA DEL PROGETTO

La realizzazione del progetto si estenderà su una durata di quattro anni, a partire dal primo giorni della preparazione del terreno.E valuteremmo prima di ricondurlo.

VALORIZZAZIONE E DIFFUSIONE DEI RESULTATI

I risultati di questo progetto saranno valorizzati ed diffusi a livello locale attraverso riunione, conferenze, rapporti che saranno diffusi via radio, sui canali televisivi e via internet sul nostro sito. La  nostra Associazione si impegna a fornire rapporti sullo stato di avanzamento dei lavori, sia in principio che lungo la prosecuzione del progetto, ai sostenitori, senza dimenticare, ove questo sia possibile, la loro pubblicazione su un giornale di nostra scelta.

ARTICOLAZIONE E COERENZA CON LE PRIORITA’ NAZIONALI

Il presente progetto è in articolazione e coerente con le priorità nazionali. Infatti anche la R.D. del Congo è impegnata, come tutti gli altri paesi del mondo, nella protezione dell’ambiente,nella lotta contro il riscaldamento globale e contro la desertificazione.

PROGETTO RIFORESTAZIONE

INFORMAZIONI GENERALI

Titolo del progetto: RIFORESTAZIONE

Zona d’intervento: KABINDA, R. D. CONGO

Settore interessato: L’AMBIENTE

  • OBIETTIVI

Il nostro progetto persegue un obiettivo in quattro punti :

  • Contribuire alla lotta contro il riscaldamento climatico che minaccia l’umanità e contro le erosioni che stanno deturpando l’ambiente di Kabinda e delle zone circostanti, attraverso la messa a dimora di alberi in tutti i punti più caldi;
  • Creare una prima grande foresta artificiale con il contributo della mano d’opera studentesca degli iscritti alla facoltà di Agronomia di Kabinda per un vivaio di almeno 2000 alberi l’anno, al fine di regolare il microclima e sviluppare la biodiversità sia vegetale che animale;
  • Sensibilizzare la popolazione, attraverso incontri, conferenze e eventi trasmessi nelle radio locali, ad impegnarsi nella cultura del rispetto dell’ambiente, attraverso la messa a dimora degli alberi negli appezzamenti e nei campi;
  • Sostenere colore che vogliano impegnarsi, con strumenti di lavoro, piantine di acacia e di eucalipto e con un’assistenza tecnica che possa aiutarli a coltivare con successo gli alberi piantati.

                       MOTIVAZIONE DEL PROGETTO

La protezione dell’ambiente è un dovere sacro che oggi ricade sull’umanità intera, di fronte alla minaccia del riscaldamento globale e delle sue conseguenze. La città di Kabinda e i suoi dintorni, corrono oggi un concreto pericolo dovuto all’abbattimento degli alberi per la produzione di carbone e di legna da ardere, e dovuto alla conseguente erosione dei terreni.

Solo a Kabinda, i quartieri di Kamukungu, Bandaka, Bunduki, Congo, Shidika sono minacciati per almeno venticinque  terribili erosioni e di principi di erosione. Ci sono già famiglie che hanno perduto la loro abitazione e persino la circolazione si è fatta difficoltosa tra questi quartieri, che sono di fatto diventati dei comuni nella nuova suddivisione territoriale.

La città di Kabinda e dintorni, fa fronte ad una scarsità di energia elettrica, che è del tutto inesistente. La popolazione sfrutta quindi la legna per la cuccina. Tuttavia le foreste, che costituivano sia la principale fonte di carbone, che il terreno più sfruttato per la produzione dei prodotti alimentari grazie alla loro fertilità, sono oggi in via di esaurimento per lo sfruttamento dei carbonai che abbattono quegli alberi che erano il paravento naturale per la protezione della città. In questo modo la catastrofe erosiva non si farà attendere…

Come detto sopra, la nuova suddivisione territoriale ha fatto della città di Kabinda, una volta distretto della provincia del Kasai orientale, il capoluogo della nuova provincia di Lomami. L’installazione di nuove istituzioni e il cambiamento di status della città ha attirato un certo numero di persone, fino a rendere visibile più del treplice l’aumento della popolazione. In conseguenza, vi è un aumento dei consumi da tutti i punti di vista, ed in particolare della legna da cuccina e del carbone. Ciò comporta ovviamente l’aumento del prezzo del carbone e dunque un abbattimento indiscriminato degli alberi.

Si nota inoltre che l’abbattimento degli alberi favorisce altresì la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Molte specie di piccoli animali non sentendosi più al sicuro per mancanza di nascondigli, sono in fuga continua. Spariscono molti tipi di bruchi, e dunque di farfale, a causa della scomparsa degli alberi, che ne favoriscono la riproduzione e  la sopravvivenza. Alcune piante basse, definite da ombreggiamento o del sottobosco, sono del tutto scomparse.

E’ inutile sottolineare che , tanto quanto gli alberi attingono dal suolo il loro nutrimento, o meglio i sali minerali, altrettanto restituiscono, attraverso l fogliame, fertilità e ricchezza più di qualsiasi altro essere vivente. Quindi, là dove vi è carenza di alberi, il suolo si impoverisce anche a causa della  mancanza di tale restituzione.

In tutto questo l’uomo paga il costo più duro e più caro. Quindi bisogna salvarlo, ricreando e proteggendo la natura attraverso la riforestazione su grande scala, circondandolo di questo indispensabile amico, il solo che sta come lui eretto, vero guardiano della sua vita, che è l’albero. Questa è la simbiosi che vogliamo creare, coltivare e mantenere con la realizzazione di questo progetto.

Selezioneremo piante, quali l’acacia auriculiformis, l’eucalyptus camaldulensis per la loro crescita rapida e per le loro qualità. Vi aggiungeremo diversi alberi da frutti (mango, avvocado, arancia, papaia, ananas…,per garantire e migliorare ad un tempo l’alimentazione della popolazione in aumento demografico.

  • RISULTATI ATTESI

La realizzazione di questo progetto ci farebbe conseguire i seguenti risultati :

  • La protezione dell’ecosistema indevastato e dell’habitat naturale;
  • La riduzione della povertà, grazie all’aumento del reddito o del potere di acquisto delle famiglie e degli studenti, attraverso l’introduzione della mano d’opera. Dietro ad un albero donato e piantato, c’è la sopravvivenza di una famiglia e la presa in carico autonoma di uno studente;
  • L’arricchimento del suolo attraverso le elevate concentrazioni di azoto e di altri elementi minerali che favoriscono la crescita e lo sviluppo delle colture alimentari e la riduzione del grado di acidità e dei movimenti di sabbia. Le foglie degli alberi potranno servire da fertilizzante naturale per gli orti, per la produzioni di piante orticole come amaranto, cipolle, melanzane, pomodori, cetrioli, ecc.
  • La regolazione del microclima ambientale, attraverso l’ossigenazione;
  • Il ripristino della biodiversità attraverso il ritorno delle specie animali in fuga a causa dell’abbattimento degli alberi, della caccia e degli incendi boschivi e delle savane;
  • Lo sviluppo dei micro organismi indispensabili per lo sviluppo armonioso sia delle specie vegetali che di quelle animali;
  • TAPPE E STRATEGIE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
  • Preparazione del terreno

La preparazione del terreno sarà attuata in più tappe: la rimozione e il recupero dei ceppi, l’aratura e l’erpicatura, la messa a dimora, ecc. La rimozione e il recupero dei ceppi saranno fatti con strumenti quali zappe, asce, machete e se possibile motoseghe.

Il terreno sarà suddiviso in appezzamenti di 400x100m ciascuno, in tutto 4 ettari/l’anno. Questo permetterà di concentrare il lavoro su un’estensione dei primi quattro ettari e di gestire tutte le variabili prima di passare al resto. La valutazione del lavoro di questa prima parte, ci permetterà di correggere gli errori e di evitarli nella fase seguente.

  • Vivaio

Per coprire la nostra superficie di quattro ettari, sarà necessario preparare un vivaio di 1089, o 825 o ancora 625 piantine per ettaro, in ragione rispettivamente di una distanza di 3x3m o 3x4m, o 4x4m. La nostra preferenza sarebbe di 625 piantine per ettaro.

  • Messa a dimora delle piante

L’impianto delle piantine verrà fatto durante il periodo delle piogge, tra la fine di ottobre e la fine di febbraio. La selezione delle piantine da mettere a dimora dovrà essere rigorosa, sia per l’età (da 30 a 35 cm di altezza), che per il portamento (eliminando tutte le piantine che presentano deficit). La messa a dimora verrà fatta manualmente e severamente controllata per il miglior ripristino della terra, onde evitare  che la fretta conduca alla perdita di piantine già selezionate. Da qui l’importanza di mano d’opera selezionata tra gli studenti. Il trasporto delle piantine dal vivaio al terreno da rimboschire sarà effettuato con camion, allestiti a tale scopo (scaffali), così da ridurre i viaggi e i costi.

  • Mano d’opera

La mano d’opera è fondamentale per la riuscita del nostro progetto. Il personale se ben motivato, si impegna maggiormente, è consapevole e si applica per produrre un buon lavoro. Sarà suddiviso in tre categorie:

  • Il personale tecnico: 2 ingegneri dell’Univerità di Lomami, facoltà di agronomia, dovranno supervisionare una superficie di 2 ettari ciascuno, superficie che aumenterà man mano che l’opera di riforestazione si intensificherà.
  • Un gruppo permanente di 10 studenti in agronomia per le fasi a, b, c.
  • Gli operai assunti a giornata, reclutati nei villaggi circostanti per un periodo e per un lavoro ben preciso, intensivo e limitato nel tempo, quale per esempio la rimozione e la raccolta dei ceppi, la sarchiatura, la manutenzione delle fasce taglia fuoco, ecc., in ragione di 2 persone per ettaro.

E’ necessario anche costituire un gruppo di 4 riserve, per non risentire di una riduzione per assenze o impedimenti di uno o due operai.

Quindi la mano d’opera permanente sarà costituita da 2+10 persone.

  • Sorveglianza e manutenzione

La sorveglianza e la manutenzione sono i due aspetti relativi alla volontà e all’organizzazione del fattore umano per la riuscita di un progetto di riforestazione. Questo lavoro richiede un’attenzione e un rigore a tutti i livelli.  Non servirebbe a niente affrettarsi per arrivare a completare tutto il terreno, se non si è certe che ciò che si è fatto fino a quel momento ha avuto una buona riuscita. Ogni mattino, gli ingegneri devono controllare tutte le piantine e rendersi conto del loro stato: buono o cattivo (quindi da rimpiazzare immediatamente) la posizione (verticale o piegata) e il suolo alla base (compatto o spaccato e collassato)

DURATA DEL PROGETTO

La realizzazione del progetto si estenderà su una durata di quattro anni, a partire dal primo giorni della preparazione del terreno.E valuteremmo prima di ricondurlo.

VALORIZZAZIONE E DIFFUSIONE DEI RESULTATI

I risultati di questo progetto saranno valorizzati ed diffusi a livello locale attraverso riunione, conferenze, rapporti che saranno diffusi via radio, sui canali televisivi e via internet sul nostro sito. La  nostra Associazione si impegna a fornire rapporti sullo stato di avanzamento dei lavori, sia in principio che lungo la prosecuzione del progetto, ai sostenitori, senza dimenticare, ove questo sia possibile, la loro pubblicazione su un giornale di nostra scelta.

ARTICOLAZIONE E COERENZA CON LE PRIORITA’ NAZIONALI

Il presente progetto è in articolazione e coerente con le priorità nazionali. Infatti anche la R.D. del Congo è impegnata, come tutti gli altri paesi del mondo, nella protezione dell’ambiente,nella lotta contro il riscaldamento globale e contro la desertificazione.

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